04.10.2012 Continua il trend negativo della pesca in Veneto


Anche nel 2011 si è assisito allo stato di intensa crisi che ha interessato, in diversa misura, i vari settori della pesca regionale. Tale situazione di difficoltà si configura ormai come strutturale ed è dovuta innanzitutto alla scarsità di risorse, conseguenza di un sovrasfruttamento degli stock esistenti in natura, alla quale non ha posto rimedio nemmeno il continuo ridimensionamento della flotta veneta. L’abolizione della pesca a strascico entro le tre miglia dalla costa non sembra avere dato risultati significativi in termini di riproduzione degli stock, causando invece difficoltà nel reinserimento della forza lavoro in altri ambiti. A tutto ciò si somma l’aumento dei costi di produzione e, in primis, del costo dei carburanti, che si riflette negativamente sia sul reddito delle imprese, sia sullo stato della risorsa, visto che ogni uscita a mare, proprio per il costo elevato del carburante, deve essere recuperata. Il prodotto non sembra inoltre ottenere un riconoscimento adeguato in termini di prezzo per il pescatore.

Questi aspetti vengono costantemente monitorati dall’Osservatorio Socio Economico della Pesca e dell’Acquacoltura di Chioggia e trovano ampia trattazione nel report “La pesca in Veneto – 2011″ . Si tratta di una relazione sullo stato congiunturale della pesca e dell’acquacoltura regionale, ricca di dati e parametri che fotografano in maniera dettagliata il settore ittico nel 2011, con uno sguardo sulle tendenze in atto nell’anno in corso.

Vi diamo appuntamento al prossimo anno per il report completo relativo al 2012!