VENDEMMIA 2023: PRESENTATI I DATI PREVISIONALI QUANTI-QUALITATIVI PER L’ITALIA, LA FRANCIA E LA SPAGNA. FOCUS SU VENETO E NORD EST

Si è svolto questa mattina on-line lo “storico” (49^ edizione) focus di Regione del Veneto e Veneto Agricoltura sulle previsioni vendemmiali in Veneto, nel Nord Est, nelle principali regioni vitivinicole italiane, in Francia e Spagna. Annata caratterizzata da frequenti precipitazioni e da difficoltà legate allo sviluppo di malattie fungine. Qualità delle uve buona, ma non eccezionale, rese produttive in aumento di qualche punto percentuale per quasi tutte le cultivar. Quantità complessive in leggero aumento rispetto al 2022 per i principali vitigni e areali produttivi, visto anche l’entrata in produzione di nuove superfici vitate. Tuttavia, in alcune zone ci sono state perdite di prodotto a causa di eventi grandigeni particolarmente violenti. Per l’avvio della vendemmia, c’è un generale ritardo di circa 7-10 giorni sulle consuete date di raccolta: si parte ufficialmente l’ultima settimana di agosto, con la raccolta delle uve Pinot e Chardonnay per base spumante; Glera (Prosecco) il 15 settembre, Merlot il 17, Corvina il 20, Garganega il 25, solo per citare alcuni dei vitigni veneti. Disponibili on-line il Report analitico triveneto, le slide su meteo e fasi di maturazione delle uve nonché i video sulle previsioni di raccolta nelle altre regioni italiane, Francia e Spagna.

Si è tenuto venerdì 18 agosto il secondo focus del Trittico Vitivinicolo Veneto, “storico” evento (49^ edizione) organizzato da Regione del Veneto e Veneto Agricoltura con AVEPA, ARPAV, CREA-VE e UVIVE, dedicato alle previsioni della vendemmia in Veneto, nel restante Nord Est, nelle principali regioni vitivinicole italiane (Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Puglia e Sicilia), nonché in Francia e Spagna.

I dati previsionali quanti-qualitativi della vendemmia 2023 sono stati presentati questa mattina on-line agli operatori vitivinicoli che come ogni anno attendono questo momento per inquadrare l’imminente vendemmia nei tre Paesi cardine della viticoltura europea e mondiale: Italia, Francia e Spagna, con focus particolare sul Veneto e un approfondimento sulle altre principali regioni italiane.

I fattori comuni che hanno caratterizzato, praticamente ovunque, l’annata vitivinicola in corso sono stati le frequenti precipitazioni, con un aumento di quelle con fenomeni grandigeni, come ha evidenziato Francesco Rech di Arpav, e una maggior presenza di malattie fungine, che hanno inciso certamente sulla produzione vendemmiale nel Veneto, ma anche nelle altre aree vitivinicole, per un’annata che viene definita da più voci come “difficile”.

Dai dati presentati da Patrick Marcuzzo del Crea Viticoltura ed Enologia di Conegliano, emerge che nelle aziende che applicano la difesa integrata, i danni causati dalla peronospora sono stati nell’ordine del -5/10% di perdita quantitativa, mentre nelle aziende che applicano il metodo di coltivazione biologica tali perdite sono state superiori, per lo più comprese tra il -10/20%. Superiore al 2022 anche l’incidenza di altre fitopatie come il Mal dell’esca e la Botrite, mentre la Flavescenza ha avuto un incremento meno significativo. La grandine ha colpito duramente diversi areali produttivi, con perdite della produzione che hanno raggiunto anche il -20%”.

Tuttavia, nel complesso, in virtù di una maggiore fertilità delle gemme e un maggiore ingrossamento degli acini per le buone disponibilità idriche, le rese produttive non dovrebbero subire particolari variazioni e, anzi, aumentare leggermente, così come la qualità delle uve dovrebbe mantenersi su livelli buoni-ottimi.

E di conseguenza, considerando anche l’entrata in produzione di nuove superfici vitate, la produzione complessiva di uva raccolta in Veneto dovrebbe salire a circa 15,9 milioni di quintali, in crescita del +5/6%.

Il semaforo verde per la vendemmia dovrebbe avvenire con 5-10 giorni di ritardo rispetto alle consuete date, a seconda delle cultivar più precoci o tardive. I primi grappoli a cadere nei cesti sono quelli delle varietà precoci (Pinot e Chardonnay per basi spumante) il cui inizio ufficiale è in programma tra il 28 agosto e i primi giorni di settembre, ma va detto che in alcune aree del vicentino e del padovano la raccolta potrebbe iniziare già dalla prossima settimana. Seguirà la vendemmia di tutte le altre varietà: la Glera (Prosecco) dovrebbe partire dal 15 settembre, Merlot dal 18, Corvina dal 20, Garganega dal 25, solo per citare alcuni tra i principali vitigni veneti.

Vediamo, in estrema sintesi, quali sono le previsioni vendemmiali nel Triveneto, ricordando che il Report analitico, unitamente alle slide presentate nel corso dell’incontro e ai video riguardanti la situazione pre-vendemmiale nelle principali regioni vitivinicole italiane, in Francia e Spagna è scaricabili cliccando sui link presenti a fondo pagina.

Nella provincia di Belluno la produzione viene prevista sostanzialmente in linea con quella dello scorso anno (+2/3%), salvo nelle zone colpite da grandinate. A Padova e Rovigo invece le previsioni sono più ottimistiche e ci si attende una produzione superiore del +10% rispetto al 2022 per le principali varietà. Fanno eccezione, nella provincia di Rovigo, il Merlot, la cui resa dovrebbe essere invariata, e il Pinot grigio, per cui si prevede una minor produzione (-10%) a causa degli estirpi dovuti agli attacchi di Flavescenza dorata. Nella provincia di Treviso ci si attende un incremento della produzione di Glera (+10%) e invece una riduzione dei quantitativi dei vitigni a bacca rossa (-3/5%), più elevati per le varietà non Doc/Docg, non tanto per questioni fenologiche e climatiche (fatte salve le zone colpite da eventi grandigeni) ma per scelte imprenditoriali di prediligere l’impianto di vitigni a bacca bianca.

A Venezia, ottima fertilità, numero di grappoli e ingrossamento degli acini fanno prevedere un aumento produttivo soprattutto per Glera e Chardonnay, mentre più stabile dovrebbe essere la produzione delle varietà a bacca nera, sempre fatto salvo gli areali danneggiati dalla grandine.

Gli stessi effetti positivi, a cui si aggiunge l’entrata in produzione di nuove superfici vitate, si prevede sosterranno la produzione in maniera più significativa anche nelle province di Vicenza e Verona. A Vicenza è atteso un aumento dei quantitativi raccolti di circa il +15% per tutte le varietà, mentre a Verona l’incremento di produzione dovrebbe attestarsi a circa il +10% per i principali vitigni coltivati e al +5/7% per le varietà minori, sia bianche che nere.

Nel Nord Est, nelle due provincie autonome di Trento e Bolzano, ci si attende una maggior produzione di circa il +10/15%, da un lato per le condizioni meteorologiche più favorevoli rispetto al 2022 e dall’altro per l’entrata in produzione di nuovi vigneti. Quest’ultimo aspetto ha invece inciso poco o per nulla sui risultati previsti nella regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, dove la produzione è attesa in crescita del +5/10%, esclusivamente per l’andamento climatico, laddove non si sono avuti fenomeni grandigeni o problematiche fitosanitarie (peronospora).

Presentazione Francesco Rech Arpav “Andamento meteorologico 2023 in Veneto” clicca qui.

Presentazione Patrick Marcuzzo Crea-VE “Annata 2023 e primi dati previsionali della vendemmia nel Veneto e nel Nord Est d’Italia” clicca qui.

Relazione generale Previsioni vendemmiali 2023 in Veneto e nel Nord Est clicca qui

Video presentazioni Previsioni vendemmiali regioni italiane, Francia e Spagna clicca qui

Video incontro Previsioni vendemmiali 2023 in Veneto clicca qui