UN’OTTIMA ANNATA IL 2022 PER L’EXPORT DI VINO VENETO, ANCHE SE SI ADDENSANO NUVOLE ALL’ORIZZONTE

Il vigneto veneto nel 2022 si presenta in ottima salute, con le superfici già in produzione che sono arrivate a 94.708 ettari (+0,8% rispetto al 2021), mentre quella potenziale è già ben oltre i 100mila ettari (+1,3%). I vigneti del Veneto sono in prevalenza investiti con le varietà Glera e Pinot grigio, che insieme rappresentano il 52% del “vigneto veneto”, con la prima varietà che segna un +1,6% rispetto al 2021 mentre il Pinot grigio segna il passo (-0,2%).

Quella che è partita da pochi giorni è una vendemmia 2023 alquanto difficile, frutto di problemi fitopatologici (peronospora) e climatici (periodi di forte caldo e siccità, alternati ad eventi estremi come forti grandinate), che porteranno a un calo generalizzato in Italia della produzione di uva del -14% rispetto al 2022. Di contro, in Veneto visto la buona fertilità delle gemme, accompagnata alla buona grandezza degli acini, addirittura è previsto un aumento produttivo oscillante tra il +5/10%. Ma la diminuzione produttiva prevista su scala nazionale potrebbe risultare al momento anche non preoccupante, visto che nelle cantine italiane sono ancora in giacenza 44,5 milioni di ettolitri di vino, praticamente una vendemmia, da smaltire quanto prima e con il Veneto tra le regioni più “ingolfate”.

Venendo al focus dell’analisi di questo report, i dati sull’export di vino di fonte Istat-Coeweb, vedono un’ulteriore risalita delle vendite di vino veneto all’estero, dopo la breve fase di stasi registrata nel 2020 per la pandemia da Covid-19. Nel 2022 il fatturato regionale del settore del vino è arrivato al nuovo record storico posto a quota 2,84 miliardi di euro, registrando un rialzo annuo delle vendite oltre confine del +13,9%. Anche se il record lo si registra anche per i volumi di vino esportati, l’aumento annuo è stato solo del +0,4% a fronte di un quantitativo smerciato pari a circa 7,9 milioni di ettolitri di vino. Quindi, vista la quasi stabilità dei quantitativi di vino veneto venduto all’estero, l’ennesima impennata del fatturato è dovuta per intero al deciso incremento del prezzo medio di vendita, che nel 2022 è salito fino a 3,60 euro/kg, mostrando una crescita del +13,4% rispetto all’anno precedente.

Il grosso delle esportazioni di vini veneti in valore (52,2% s.t.) nel 2022 è rappresentata dai vini fermi in bottiglia, che hanno incassato circa 1,48 miliardi di euro, mentre un’altra quota del 43,9% è costituita dai vini spumanti che si mostrano in piena ascesa negli ultimi dieci anni, in quanto in questo lasso di tempo hanno “rubato” una quota di mercato del 21,3% ai fermi. Con il fatturato maturato nel 2022, si registra un aumento annuo del +9,8%, con un +1% netto per i quantitativi a fronte dei circa 3,95 milioni di ettolitri rilevati. Anche il prezzo medio di vendita, che nell’ultimo anno è passato a 3,75 euro/kg, il vino fermo in bottiglia mostra un rialzo del +8,8% rispetto al 2021.

La crescita esponenziale dell’export nel mondo dei vini spumante del Veneto è recente e coincide con l’introduzione delle denominazioni d’origine del Prosecco DOC e DOCG, con questo vino frizzante che in poco tempo ha sbaragliato la concorrenza mondiale nel settore dello sparkling. I quantitativi di vini spumante esportati dal Veneto nel 2022 sfiorano i 3 milioni di ettolitri e sono cresciuti del +6% netto rispetto all’anno precedente. Ben più alta la crescita annua del fatturato del settore, pari al +19,8%, a fronte del nuovo record d’incassi di quasi 1,25 miliardi di euro. Il prezzo medio di vendita registrato nel 2022 ha risfondato il tetto dei 4 euro al litro, attestandosi a 4,17 euro/kg e con un rialzo annuo del +13,1%.

Facendo un focus sulle principali piazze d’arrivo all’estero del vino veneto, i primi 3 Paesi della graduatoria, in termini di valore delle vendite, sono Stati Uniti, Germania e Regno Unito visto che in essi si concentra il 51% circa del fatturato.

Il primo mercato mondiale per acquisto di vino veneto è rappresentato dagli Stati Uniti, che da soli rappresentano il 22,6% del totale dell’export regionale del settore, con oltre 641 milioni di euro e con un incremento degli acquisti nell’ultimo decennio del +138,9%. La Germania, invece, si pone al secondo posto del ranking, con circa 449 milioni di euro (15,8% s.t.) e un +36,4% rispetto al 2013, anche se rappresenta il primo Paese per importazioni del nostro vino fermo in bottiglia. Più deciso, invece, l’incremento fatto segnare nella decade dal Regno Unito (+52,6%) che, seppur restando al terzo posto, vede scendere la propria quota di mercato sul totale nel periodo di 2,2 punti percentuali.

Invece, in termini volumetrici, con 1,64 milioni di ettolitri (-0,5% rispetto al 2021), è la Germania che si posiziona al primo posto per acquisti di vino veneto, lasciandosi alle spalle gli USA (1,43 milioni di ettolitri, +5,1% rispetto al 2021) e il Regno Unito (1,11 milioni di ettolitri, -8,2%), con questi tre Paesi, in toto 4,18 milioni di ettolitri, che insieme rappresentano il 53% circa sul totale in volume vanno delle vendite di vino veneto all’estero. Ben distanti troviamo Canada (0,31 milioni di ettolitri), Austria (0,29 mln hl) e Francia (0,27 mln hl).

Gli ultimi dati sull’export del vino nazionale, vedono nel primo trimestre 2023 per l’Italia un fatturato totale che si approssima a 1,8 miliardi di euro, con un rialzo del +3,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con l’aumento dovuto in gran parte al rincaro dei prezzi medi di vendita, alla luce del calo dei quantitativi. Le cose diventano meno rosee con le anticipazioni dei dati dell’export nazionale di vino al primo semestre 2023, in quanto sondando i primi dieci mercati di destinazione (top buyers) in volume di vino fermo in bottiglia, risultano perdite a doppia cifra per Stati Uniti e Canada, tra i principali acquirenti al mondo, mentre resta in territorio positivo solo la Russia. Ad esempio, gli spumanti presentano diminuzioni maggiori (-13%) rispetto ai vini fermi in bottiglia (-9%). In questo contesto, il Veneto resta sempre al comando della classifica dei maggiori esportatori di vino in Italia, con una quota di poco oltre il 35% sul totale nazionale. Infatti, con circa 627 milioni di euro, il Veneto presenta una crescita minore rispetto a quella italiana, visto che si registra un +3% netto rispetto al primo trimestre 2022. Migliori gli aumenti fatti segnare da Emilia-Romagna (+9,9%) e Trentino/Alto Adige (+8,9).

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