Reintroduzione della Pernice bianca


Sede BaldoProgetto iniziato nel 2002, con l’obiettivo di ripristinare l’equilibrio ecologico del Monte Baldo, attraverso la reintroduzione di una sua componente faunistica essenziale, come la Pernice bianca, che era presente fino alla fine degli anni ’70.

PerniceCollarataVolieraIl progetto sperimentale preso in considerazione da Veneto Agricoltura, dopo aver effettuato un attento studio di fattibilità, è quello della reintroduzione della Pernice bianca nella Riserva Naturale Integrale di Lastoni – Selva Pezzi (VR).
L’obiettivo è di ripristinare l’equilibrio ecologico mediante la reintroduzione di una componente faunistica ora mancante nel comprensorio del Monte Baldo (VR/TN) ma che nel massiccio risultava come nidificante fino al 1971 poi estinta per cause antropiche (pressione venatoria e bracconaggio).
Nel massiccio del Monte Baldo (VR) la Pernice bianca (Lagopus mutus) era presente con una popolazione stabile fino i primi anni ’70. Dopo questi anni si sono osservate solo rarissime e sporadiche presenze di soggetti erratici non in grado di garantirne una presenza stabile e consolidata.
Il problema del Monte Baldo, infatti, sta nel suo eccessivo isolamento con il resto del territorio alpino che può pertanto risultare d’ostacolo per la diffusione ed espansione di alcune specie faunistiche ad habitat specializzati (come il caso della Pernice bianca).
Il progetto ha avuto inizio nel 2002 e si sviluppa in 4 anni di ricerca fino al 2005. Nella prima fase della ricerca (2002-2003) si sono reintrodotti capi allevati in cattività provenienti da allevamenti austriaci e tedeschi.
I soggetti nati nell’anno sono stati liberati all’inizio dell’autunno del 2002 e 2003 dopo una fase di ambientamento in una voliera di acclimatamento posta a quota di 2000 m all’interno della RNI e tutti i soggetti sono stati muniti di radiocollare che consente di seguirli giornalmente nei loro spostamenti.
Nei primi due anni di sperimentazione sono stati liberati in tutto 16 capi (n.8 capi nel 2002 e n.8 capi nel 2003) nel circo glaciale di Val Larga (Monte Baldo) ma che purtroppo non sono riusciti a superare l’inverno. Le cause di mortalità sono risultate ignote per il primo anno (probabile causa di eccezionale maltempo nell’autunno 2002 nel periodo di prima liberazione) mentre nel 2003 gran parte dei soggetti sono stati predati.
Nel breve periodo di sopravvivenza i soggetti sono rimasti all’interno del circo glaciale di rilascio effettuando solo piccoli spostamenti, solo due soggetti nel 2003 hanno valicato, per un breve periodo, nel versante atesino del M. Baldo. Per il 2005 si sta valutando la possibilità di utilizzare capi selvatici di Pernice bianca catturate in natura in altre aree alpine.

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