Accordo Basilea 2: opportunità per la crescita delle imprese agricole o vincolo allo sviluppo?


Dal 1° gennaio 2007 è entrato in vigore l’Accordo Basilea 2 sui requisiti patrimoniali delle banche.
L’accordo è stato stabilito nel giugno del 2004 dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria, che riunisce i rappresentanti delle banche centrali dei maggiori paesi europei, dopo anni di confronto a livello internazionale.
“Basilea 2” dovrebbe garantire maggiore solidità ed efficienza al sistema bancario con una migliore valutazione del rischio di ogni singolo prestito: da un lato le banche saranno incentivate a classificare e valutare le imprese in modo più rigoroso, dall’altro le imprese saranno spinte ad una maggiore trasparenza e migliore organizzazione perché quelle più meritevoli otterranno credito a condizioni migliori.
Tutto ciò dovrebbe favorire un circolo virtuoso nei rapporti tra banche e imprese, destinato a migliorare in virtù di un dialogo più intenso, in base alla maggiore disponibilità di informazioni e al confronto sui progetti e sul futuro dell’impresa stessa.
Se il sistema funziona in tutti i suoi meccanismi, le banche dovrebbero poter effettuare accantonamenti di capitale in media inferiori rispetto a quelli attuali per i finanziamenti alle Pmi. Questo si tramuterebbe nella possibilità di concedere più finanziamenti rispetto ad oggi, e soprattutto condizioni più vantaggiose per le imprese con le carte in regola.
In Italia, i criteri di Basilea verranno applicati a oltre 5 milioni di imprese: di queste solo il 12% circa è costituito in una forma societaria tale da poter fornire adeguate informazioni economiche, finanziarie e patrimoniali. Da un’indagine di Unioncamere su un campione di 7.860 piccole e medie imprese italiane, emerge che meno del 20% delle aziende ricadrebbe in una classe di rating ritenuta sufficientemente affidabile per le banche.
Per quanto riguarda le aziende agricole, oltre l’85% di esse non produce un bilancio aziendale, e quindi non sarebbe in grado di fornire le minimali informazioni necessarie per poter essere valutate positivamente.
L’accesso al credito, di fronte ad eccessive rigidità nei rapporti con le banche, rischia di costituire una sorta di barriera all’entrata per le imprese. È prevedibile che le aziende “professionali”, più dinamiche e proattive rispetto al mercato, non avranno eccessivi problemi e potranno facilmente (relativamente) investire per svilupparsi.
Per la maggior parte delle aziende agricole, invece, solo una maggiore flessibilità nell’offerta dei prodotti e servizi da parte del sistema bancario potrà favorire la concessione di finanziamento. Ma è evidente che a livello strutturale si rende necessario intraprendere un percorso e un processo di miglioramento organizzativo e gestionale senza il quale l’alternativa è l’uscita dal mercato.

I tre pilastri di Basilea 2

Il primo pilastro dell’accordo fissa le nuove metodologie che le banche devono adottare per calcolare i propri requisiti patrimoniali minimi e determina i criteri per quantificare i rischi della banca nelle sue varie attività, tenendo conto anche di una serie di elementi aggiuntivi come il rischio di mercato, il rischio di credito e quello operativo.
Il secondo pilastro definisce i principi fondamentali del processo di controllo prudenziale e prevede un controllo discrezionale da parte della banca stessa e dell’istituto di vigilanza. Infine, il terzo pilastro tratta della disciplina di mercato, fissando dei requisiti di trasparenza informativa per gli istituti di credito, i quali sono tenuti a fornire un livello minimo di informazioni da offrire al mercato.
Ciascuna banca potrà costituire un proprio sistema di valutazione scegliendo fra il metodo standard (la banca utilizza i rating esterni per quelle imprese che sono valutate da un’agenzia specializzata) e quello dei rating interni (è la banca stessa ad attribuire un rating all’impresa tramite un proprio modello di analisi, che può essere appunto “base” o “avanzato”).
Il rating è un giudizio che esprime la capacità di ripagare un prestito da parte di un’impresa. È, cioè, una sorta di voto che sintetizza le informazioni quantitative e qualitative disponibili sull’impresa, che viene assegnata ad una classe di rating alla fine di un processo di valutazione periodicamente controllato e aggiornato sulla base delle nuove informazioni disponibili.

PER UN APPROFONDIMENTO DEL TEMA:

Documenti scaricabili (formato .pdf)

1. Accordo di Basilea 2: descrizione generale della disciplina e riflessi sulle imprese (fonte: Fondazione Luca Pacioli )

2. Funzionamento dei sistemi di rating (prima parte) (fonte: Fondazione Luca Pacioli)

3. Funzionamento dei sistemi di rating (seconda parte) (fonte: Fondazione Luca Pacioli)

4. Il rischio di credito (fonte: Fondazione Luca Pacioli)

Link utili:

www.basilea2.com
www.abi.it
www.bancaditalia.it