Bollettino Colture Erbacee n°43/2021 del 20.7.21 – AGGIORNAMENTO DIABROTICA

In base al modello di Nowatzky, nella maggior parte del territorio regionale si è conclusa l’emergenza dei maschi di diabrotica ed ha ormai superato il 90% quella delle femmine, con incidenza di quelle gravide crescente.
Ricordando che la Difesa Integrata dalla diabrotica deve basarsi sul monitoraggio (si veda trappole monitoraggio diabrotica) e l’applicazione, anche flessibile, dell’avvicendamento colturale SENZA l’utilizzo di insetticidi di sintesi  per il mais in semina ordinaria, ormai in fioritura,  a maggior ragione eventuali trattamenti insetticidi contro gli adulti di diabrotica per ridurre il rischio di danno da larve nell’anno successivo volendo seminare ancora mais costituirebbero una violazione di tutti i fondamentali principi della difesa integrata la cui applicazione è obbligatoria già da molti anni: 

  • Il principio di prevenzione:  porre in essere le alternative non chimiche, soprattutto agronomiche, per evitare l’uso di fitofarmaci di sintesi; la rotazione (avvicendamento) colturale (prima strategia da applicare secondo l’allegato III del PAN) è la soluzione largamente più efficace, più di ogni intervento chimico, e quindi va applicata evitando l’utilizzo di insetticidi chimici di sintesi; in una analisi costi-benefici ciò comunque rappresenta un vantaggio per l’azienda agricola; il principio di prevenzione è violato anche in merito alla prevenzione dal rischio di danno da fitofagi secondari quali acari ed afidi, perché l’abbattimento degli antagonisti di questi fitofagi a causa degli insetticidi contro la diabrotica ha una azione opposta a quella che dovremmo perseguire: il mantenimento di un elevato livello di antagonisti nell’ecosistema per prevenire danni da fitofagi e la necessità di trattamenti di controllo;
  • Il principio di valutare il livello delle popolazioni se venissero effettuati (ad esempio per la presenza delle femmine gravide) prima di aver potuto valutare se i livelli di cattura delle trappole cromotropiche superano la soglia di danno;
  • Il principio di applicare soluzioni alternative, non chimiche, qualora sia stato accertato il superamento della soglia di danno; per la diabrotica è disponibile la più efficace, già sopra citata, alternativa agronomica:  la rotazione/avvicendamento colturale che ha mostrato la sua efficacia a livello aziendale e su larga scala non solo in Italia (si veda  Informatore Agrario n°10/2018 pagg.74-77), ma in tutta Europa (vedi  rivista Insects, 2021)

    Inoltre la sperimentazione ha evidenziato che la probabilità di ridurre significativamente il rischio di danno da larve nell’anno successivo è bassa, e pertanto il trattamento ha poche probabilità di fornire i risultati attesi mentre i costi diretti e indiretti sono certi. Al contempo, come sopra evidenziato, vi è l’aumento di rischio di danno da fitofagi secondari quali acari e afidi, per l’abbattimento degli antagonisti di questi fitofagi a causa degli insetticidi contro la diabrotica, soprattutto se l’intervento è precoce e l’andamento climatico favorevole a fitofagi come il ragnetto rosso (assenza di precipitazioni ed elevate temperature).

    Per appezzamenti a mais in semina ritardata/secondi raccolti, in zone ove la monosuccessione di mais, per la mancata applicazione dei principi della Difesa Integrata, ha ancora una elevata incidenza, potrebbe fare eccezione un eventuale trattamento su mais in prefioritura più avanti, se venisse superata la soglia di danno relativa al rischio di mancata fecondazione delle spighe ( 30 adulti/giorno sulla trappola cromotropica), eventualità che comunque ha bassa incidenza.

    Si ricorda che in ogni caso i trattamenti insetticidi (a meno che non siano selettivi ed espressamente consentiti come ad es. Bacillus thuringens) non vanno effettuati in periodo di fioritura.

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