07.05.2015 Agroalimentare, prova post-crisi per le coop venete


Report di Veneto Agricoltura. Diminuisce il numero di quelle attive, ma cresce il fatturato; in calo anche soci e addetti. Area principale il vitivinicolo (1 mld/€). Ora però il settore sembra più solido e meglio organizzato, ma… Verona capitale della cooperazione, quindi Treviso e Padova.

Sono
313 le cooperative agroalimentari attive in Veneto a fine 2013, in
calo del 13,8% rispetto al 2011. Risulta invece in
crescita, nel medesimo periodo, il fatturato totale aggregato dal sistema cooperativo regionale, che supera i 6,3 miliardi/€ (+17,6%). Secondo i dati forniti dalle centrali cooperative operative in Veneto (Fedagri, Legacoop, Agci…), risulta pure
in diminuzione (-9,5%)
il numero delle aziende agricole
associate dal sistema cooperativo veneto, che scende a 60.527 soci nel 2013. In
calo (-2,3%) anche il numero di
occupati (10.512 addetti nel 2013).

L’aspetto più significativo del Report realizzato ad hoc sul comparto agroalimentare dai tecnici di
Veneto Agricoltura, (visibile al link

http://www.venetoagricoltura.org/basic.php?ID=3320

) è la tendenza delle strutture cooperative a consolidarsi e raggiungere dimensioni più consistenti.

Anticipiamo le
conclusioni: i dati indicano quindi che
le Cooperative rimaste alla fine della lunga crisi economica sono probabilmente le
più solide, meglio organizzate e dinamiche,
ma trattandosi ancora per lo più di realtà con meno di 50 soci e 20 addetti, è chiaro che
tanto può essere ancora fatto per aumentare la
competitività del sistema cooperativo agroalimentare veneto.

Dall’
analisi delle “classi” di
fatturato, infatti, nell’ultimo biennio si registra un
calo della quota prodotta dalle classi di cooperative più piccole, con fatturato inferiore a 500 mila €(-2,3%) o compreso tra uno e dieci milioni di € (-4,2%), mentre risulta in
aumento la quota di fatturato creata dalle cooperative rientranti nelle
classi più grandi, sopra i 10 milioni di € (+4,2%).

Tuttavia,
prevalgono ancora le realtà
cooperative con un ridotto numero di soci (oltre il 63% delle cooperative rientra nella classe più piccola,
con meno di 50 soci)
e di
occupati (l’85% delle cooperative si collocano nella classe con meno di 20 addetti). Vediamo qualche altro
dato.

Il 32% del fatturato della cooperazione agroalimentare regionale viene realizzato dal settore
vitivinicolo (
1 miliardo di euro, +16,3%), mentre il
22% (706 milioni di euro, +21%) dal settore dei
servizi. Seguono, con valori in crescita, il
lattiero-caseario (579 milioni di euro), la zootecnia (477 milioni di euro) e in lieve calo l’ortofrutticolo (382 milioni di euro,-5%).

La
maggioranza delle cooperative rientra nel comparto dei
servizi (26%), in quello ortofrutticolo (23%) e lattiero-caseario (18%); ma per quanto riguarda le aziende agricole associate, l’80% è suddiviso tra il comparto dei servizi (47%) e il vitivinicolo (34%).

A livello territoriale, il
35% delle cooperative regionali è
veronese, provincia più propensa all’aggregazione, dove si concentra anche il 41% delle aziende agricole associate e il 51% del fatturato aggregato.
Seguono Treviso e Padova.

La
diminuzione del numero delle cooperative e di aziende associate
non va comunque letto
negativamente. Il fine principale della cooperazione è infatti la valorizzazione del prodotto dei soci e vanno in tal senso sia l’
aumento del
fatturato
medio per cooperativa, che sale a 10,3 milioni di euro (
+29% rispetto al 2011),
che il valore
della produzione riconosciuto e liquidato alla singola azienda agricola associata, che passa da circa 43 mila euro a 53 mila euro nel 2013 (
+23%). Pertanto, nel
biennio 2012-13 le Cooperative sono riuscite a
valorizzare meglio la produzione delle aziende agricole aggregate, rispetto al passato.

Ufficio Stampa